La valenza rivoluzionaria del Lidar (Laser Detection and Ranging, cioè rilevamento laser e misurazione della distanza) è stata confermata a giugno con la scoperta di una città Maya sconosciuta nella penisola messicana dello Yucatán. Questa tecnica utilizza apparecchiature aeree per scansionare il paesaggio sottostante con migliaia di impulsi di luce laser al secondo, che possono rivelare dettagli altrimenti nascosti sotto alberi, volte arboree e altre coperture.
Gli archeologi che hanno visitato il sito a piedi hanno chiamato la città perduta "Ocomtún", parola della lingua maya yucateca che fa riferimento alle sue numerose colonne di pietra. Gli studiosi ritengono che il sito sia stato un centro importante dal 250 d.C. circa fino all’abbandono, tra il 900 e il 1000, quando la civiltà Maya è crollata forse a causa della siccità e delle faide interne. Ocomtún si estende per oltre 48 ettari e ha rivelato piazze, campi da gioco, case per le élite, piattaforme rialzate, altari rituali e templi piramidali; i resti della piramide più grande sono alti più di 24 metri.

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